La Cina il Paese pi popolato della Terra. Su un territorio grande quasi come l?Europa vivono circa un miliardo e 200 milioni di persone, un quinto della popolazione mondiale. L?80% degli abitanti concentrato nelle pianure orientali, mentre sono quasi disabitate le inospitali distese degli altopiani e i monti dell?Himalaya.

I primi abitanti di queste terre risalgono a circa un milione di anni fa: vicino a Pechino sono stati trovati resti dell?Homo erectus, che viveva in caverne e sapeva conservare il fuoco.

Sulle rive del Fiume Giallo l’uomo preistorico coltivava miglio e allevava maiali. Qui nel III millennio a.C. fiorì una grande civiltà che diede vita a un potente impero suddiviso in tanti principati sottomessi a un unico sovrano. 

Al VI sec. a.C. risalgono i primi grandi pensatori cinesi, come Confucio e Lao Tze, fondatore del taoismo, che diedero vita a filosofie seguite ancora oggi. L’Impero cinese vide al potere un susseguirsi di dinastie, ma solo nel 213 a.C. il regno venne completamente unificato. In questo periodo ebbe inizio la costruzione della Grande Muraglia, lunga 6700 km, che serviva sia come fortificazione di confine sia come via di comunicazione. 

Nel 715 venne pubblicata la prima edizione della Gazzella dello Stato, il piu antico giornale del mondo, che continuò a uscire per 1200 anni. Nel 1215 la Grande Muraglia non riuscì a fermare i Mongoli di Gengis Khan che conquistarono prima Pechino, poi con il successore, Qubilai Khan, tutto il territorio. 

È in questo periodo che Marco Polo compì il suo viaggio rimanendo alla corte mongola per 17 anni. 

Il dominio mongolo si protrasse per poco più di un secolo, poi l’Impero cinese risorse più potente di prima. 

Ma già dalla metà dell’Ottocento la Cina subì gli attacchi dei Paesi dell’Occidente e dovette cedere alcune zone che divennero protettorati di Inghilterra, Russia, Germania. 

Con il XIX sec. ebbero inizio anni di lotte violente: la guerra con il Giappone causò gravi perdite territoriali e numerose sommosse interne portarono al potere capi militari. Questi furono battuti da Chiang Kai-shek, capo del partito nazionalista, e Mao Tse-tung, leader delle forze comuniste appena nate, i due grandi rivali della storia della Cina moderna, uniti in questa lotta. Nel 1944 fu Mao a prevalere su Chiang Kai-shek, costretto a ritirarsi nell’isola di Taiwan. 

Il regime comunista si impose su tutto il territorio e nel 1949 fu proclamata la Repubblica Popolare Cinese. 

I comunisti, ancora oggi al potere, dopo la morte di Mao hanno attuato una svolta verso la democratizzazione del Paese. La popolazione cinese è formata per il 93% da Han, ma nel Paese, dove, come abbiamo detto, vive più di un miliardo di persone, vi sono numerosissime minoranze che contano parecchi milioni di individui: Zhuang, Uighuri, Yi, Mongoli, Tibetani, Manciù, Hui, Miao. 

La lingua ufficiale è il cinese, ma si parlano moltissimi dialetti locali. Gli abitanti seguono soprattutto il confucianesimo e il buddhismo. 

La Cina sta compiendo in questi ultimi anni un’enorme rivoluzione economica. Il tenore di vita della popolazione è aumentato notevolmente: la produzione agricola e industriale ha avuto un incremento altissimo, il potere d’acquisto della gente è triplicato, il consumo di prodotti alimentari raddoppiato e i Cinesi hanno incominciato a comprare beni di consumo: televisori, frigoriferi ecc. Ma la Cina non è certo un Paese ricco: il reddito pro capite è ancora tra i più bassi del mondo e circa cento milioni di persone soffrono la fame. L’automobile è un lusso che i Cinesi non possono neppure sognare. 

L’assistenza sanitaria è notevolmente migliorata e l’analfabetismo, un tempo altissimo anche per le difficoltà della scrittura cinese, sta diminuendo molto rapidamente. 

Numerose sono le grandi metropoli con agglomerati di oltre 5 milioni di abitanti. La maggiore è Shanghai, (15343000 abitanti), una città di tipo occidentale di grande importanza commerciale; poi Pechino (10819000 abitanti), la capitale, dove si trova la “Città Proibita”, il Palazzo Imperiale degli imperatori Ming, Tientsin (8785000 abitanti), Chongqing (7000000 di abitanti), Wuhan (6200000 abitanti), Canton (5000000 di abitanti), Dalian (5000000 di abitanti). 

L’agricoltura, condotta ancora con metodi tradizionali, anche per la grande disponibilita di manodopera, è oggi diventata più produttiva e i contadini possono vendere direttamente l’eccedenza. Dove il clima è più favorevole si riescono a ottenere anche tre raccolti l’anno. Si coltivano soprattutto cereali: riso, poi mais e frumento; ortaggi e frutta. Importanti anche le coltivazioni di tè, cotone, iuta, canapa, barbabietola da zucchero e tabacco. Nell’allcvamento prevalgono i suini e i volatili, mentre nel Tibet e negli altopiani interni viene ancora praticato l’allevamento nomade di bovini e yak. L’industria sfrutta le notevoli risorse minerarie (carbone, petrolio, ferro, fosfati e titanio) e ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo nel settore siderurgico, meccanico, alimentare, tessile e chimico. In particolare è aumentata la produzione di beni di consumo. 

Il commercio con l’estero è limitato, perché molte zone sono ancora irraggiungibili. Mancano strade e impianti elettrici. Anche il turismo, attirato dai tesori della civiltà cinese, è ostacolato dalla mancanza di adeguate infrastrutture. I fiumi costituiscono un’importante via di comunicazione, mentre i porti e gli aeroporti collegano il Paese con il resto del mondo.